sabato 3 gennaio 2009

God Of War

Eccolo il mio mitico gioco.....

GOD OF WAR

Il giocatore veste i panni di Kratos (dal greco "potere"), un generale spartano ormai ritirato che nella sua decennale carriera ha commesso i delitti più efferati e porta quindi con sé una macchia indelebile di crudeltà e malvagità.
Sebbene il suo esercito fosse molto forte, un giorno le sue armate, schierate contro un esercito di decine di migliaia di barbari, rischiarono di essere del tutto annientate. Kratos decise quindi di invocare l'aiuto di Ares, dio della guerra.
La richiesta è simile a quella del Faust: Kratos cederà la propria anima alla divinità in cambio della vittoria. Ares, dopo aver eliminato completamente l'esercito nemico, ottenne la sottomissione di Kratos. A quest'ultimo, inoltre, donò un'arma, simbolo del loro patto, le "spade del caos" (blades of chaos), delle lame incatenate alle braccia.
Dopo ciò lo spirito guerriero già presente nel generale spartano verrà ancora più infuocato dalle ambizioni di Ares, deciso a seminare il terrore in tutta la Grecia e impadronirsi dell'Olimpo per vendicarsi di suo padre Zeus, il quale, a suo parere, preferisce la saggezza di Atena alla sua furia guerriera.
Una sera Kratos attacca, su ordine di Ares, un villaggio nei pressi di Atene in quanto gli abitanti venerano Atena. L’ Oracolo del villaggio avverte Kratos del pericolo nascosto nel tempio, ma lui entra ugualmente; accecato dall’ ira Kratos uccide sua moglie e sua figlia. Kratos capisce di essere stato ingannato da Ares che avrebbe voluto trasformarlo in una vera e propria macchina da guerra. L’ Oracolo manda un sortilegio su Kratos: le polveri della moglie e della figlia rimarranno attaccate per sempre alla sua pelle, questo spiega il suo colorito bianco. A questo punto il guerriero chiede agli dei dell'Olimpo di cancellargli la memoria. Gli Dei accettano ma in cambio Kratos dovrà servirli per dieci anni, navigando da un porto all’ altro portando a termine gli incarichi assegnati. Intanto Ares comincia a distruggere Atene: la città della sorella. Lo fa inviando nella zona delle anime di guerrieri morti in battaglia, da lui resuscitati. Sia Atena sia Zeus vorrebbero mettere fine alla follia di Ares ma l'impossibilità degli dei di poter combattere l'uno contro l'altro, spinge le due divinità a trasferire i loro poteri su Kratos, in modo da renderlo abbastanza forte da sconfiggere il dio della guerra. In cambio di tali servigi, gli Dei promettono inoltre allo spartano che saranno perdonate le sue azioni.
Il gioco s’ articola così: un livello iniziale che funge anche da tutorial (il Mar Egeo); la città di Atene; il Deserto delle Anime Erranti nel quale Kratos si recherà per trovare il Tempio maledetto in cui è custodito il Vaso di Pandora, il Tempio, l’ Ade e il Duello Finale. Nel corso della sua avventura, Kratos acquisirà nuovi poteri e abilità, donategli dai vari Dei dell’antica mitologia greca: Poseidone, Artemide, Ade. Oltre a questi poteri, Kratos avrà dalla sua parte anche il vaso di Pandora, recuperato da lui stesso su consiglio dell’oracolo di Atene, che, una volta aperto, farà crescere di dimensioni Kratos, raggiungendo quelle di Ares. Pronto per la battaglia decisiva, alla fine Kratos ne uscirà vincitore uccidendo Ares.








GOD OF WAR
II

La storia inizia dopo che Kratos riesce a vendicarsi di Ares per avergli fatto uccidere, tramite un inganno, sua moglie e sua figlia, diventando il nuovo Dio della guerra. Gli Dei, i quali non si aspettavano che ciò potesse accadere, e temendo la sua potenza, organizzano una congiura per uccidere Kratos, mentre i suoi uomini tengono sempre più in pugno la Grecia. Kratos, uscito dall'Olimpo determinato a conquistare la città di Rodi, viene fermato dalla Dea Atena: ella lo avvisa del fatto che la pazienza degli Dei sta ormai giungendo al culmine, e se lui continuerà a seminare distruzione tra le altre città greche rimaste, non le sarà più possibile proteggerlo da essi.Kratos ignora gli avvertimenti della Dea e aumenta le proprie dimensioni corporee, come aveva fatto Ares nel precedente episodio, divenendo un gigante e aiuta gli spartani a conquistare Rodi, fino a che, Atena, sotto forma di civetta, il suo animale sacro, lo punisce, trasferendo l'energia divina che rende giganteschi a una statua posta davanti alla costa: il Colosso di Rodi (forse ispirandosi al mito di Talo) . Questi è intenzionato a uccidere lo spartano, ritornato in dimensioni umane. Durante la battaglia col Colosso, Kratos riceve la Spada dell'Olimpo, donatagli da Zeus per distruggere definitivamente il boss, ma prima di usarla, dovrà assorbire tutto il potere divino rimanente. Kratos riesce a sconfiggere il Colosso, ma si accorge di essere tornato mortale nel momento in cui la mano del colosso lo colpisce accidentalmente crollando.
In questo stesso instante fa la sua apparizione Zeus, che lo mette al corrente della congiura e gli propone un'ultima possibilità: essere suo schiavo o morire. Kratos non vuole essere nuovamente lo schiavo di un Dio e, quindi, dopo un breve scontro, viene ucciso con la spada sacra del re degli dei, con la quale, inoltre, termina la battaglia in corso tra gli spartani e l'esercito di Rodi in un mare di sangue. Intanto Kratos viene trasportato nell'Ade, aspettando di essere portato nel luogo del suo eterno riposo. Quando tutto sembra perduto, una voce lo rassicura del fatto che il suo momento non è ancora arrivato. La voce è quella del titano Gaia. Essa dice allo spartano che se vuole vendicarsi degli dei, dovrà trovare le Parche, capaci di cambiare ogni momento della vita dell'uomo.
Riuscito a fuggire dagli Inferi, Kratos riesce a tornare sulla terra. Dopo aver raccomandato ad un superstite di avvertire Sparta dell'accaduto, per Kratos inizia una nuova avventura: trovare le tre Parche ma, ancor più importante, vendicarsi di Zeus. Viene ad accompagnarlo il cavallo alato Pegaso in un'enorme isola di ghiaccio, dove vive il titano Tifone. Kratos prende l'arco del titano (che difficilmente acconsente) e uccide Prometeo per liberarlo dalla sua maledizione, con il suo sacrifico bruciando nel fuoco dell'olimpo, Kratos aquista un potente potere: l'ira dei titani. Riprende il viaggio e in un combattimento aereo sconfigge il guerriero oscuro. Arrivato sull'isola della creazione, Gaia racconta a Kratos di come si prese cura di Zeus bambino, ma condannando tutti i titani. Per unire due parti dell'isola Kratos deve mandare avanti i Giganteschi cavalli di Crono, arrivato lì, ingaggia una lotta contro Teseo, dove il nostro eroe esce vincitore. Unendo le due parti dell'isola Kratos continua il suo cammino tra mostri e creature mostruose finché s'incammina nella palude dei dimenticati dove rincontra un suo vecchio nemico: il re dei barbari, diventato un fantasma simile a Kratos, ma alla fine perde nuovamente. Kratos si insidia nei soterranei dell'isola finché non combatte un Cerbero che sta divorando Giasone ingoiando il vello d'oro che costringe Kratos a uccidere il mostro per recuperare il vello. Più in avanti, si scontra e sconfigge Euriale, una delle tre gorgoni. Subito dopo incontra Perseo che crede di dover uccidere Kratos per riconquistare la sua amata Andromeda. Dopo un terribile combattimento, Kratos esce fuori vittorioso. Uscito dalla radura, su un ponte spezzato incontra Icaro, ormai un vecchio pazzo che non vuole cederli le sue ali per proseguire. I due si azzuffano per un profondo abisso, finché Kratos riescie a toglierli le ali e si salva mentre Icaro cade nella lava, perché sono arrivati nel centro della terra, dove il titano Atlante regge la Crosta terrestre e non tollera la presenza di Kratos finché quest'ultimo non gli dice che vuole uccidere Zeus. A queste parole, Atlante racconta di come Zeus a condannato i titani per colpa della spada dell'Olimpo, allora Atlante dà quel che è rimasto della sua magia per aiuare Kratos, e lo accompagna dall'altra parte dell'isola: l'Auditorio, un immenso palazzo che ha davanti a sé la Gulia, una roccia gigantesca a forma di corvo rampante dove è situato l'antro delle sorelle del destino. Kratos sacrifica due sacerdoti per poter proseguire fino alle ceneri della fenice, così getta le ceneri del fuoco e rinasce la mitica fenice. Ma mentre si reca per domarla, una figura nell'ombra lo attacca, Kratos trafigge l'intruso e scopre che è in realtà il generale spartano (il superstite della battaglia di Rodi), che riferisce a Kratos che Zeus ha distrutto Sparta, e allora voleva raggungiere le sorelle del destino per cambiare la sorte della città. Detto questo, augura a Kratos la vittoria e muore. Kratos, inferocito, comincia a inveire contro Zeus, ma da dietro di lui compare un immenso mostro marino: il Kraken, che cattura Kratos con un tentacolo. Mentre Kratos è catturato, ha una visione: lui è sopra una collina e vede Sparta bruciare e la sua defunta moglie con la voce di Gaia che li potenzia l'ira dei titani. Riprendendosi con questo potere, Kratos uccide il Kraken, e domina la fenice che lo porta nella Gulia. Lì Kratos sconfigge Lachesi e Atropo, (due Parche) in uno scontro al limite della violenza.
Dopo aver compiuto il suo dovere e aver scoperto che gli Dei non hanno alcuna intenzione di cancellargli la memoria, Kratos deciderà alla fine di buttarsi dalla montagna più alta di tutta la Grecia, l'Olimpo, ma gli Dei lo salveranno da questo destino, per farlo diventare il nuovo Dio della guerra, dandogli il trono che prima della sua morte spettava ad Ares.
Giunto nella camera del telaio Uccide Cloto (l'ultima parca), trova il suo filo e ritorna nel momento in cui Zeus sta trafiggendo Kratos. Kratos salva sé stesso ed inizia una furibonda battaglia nella quale riesce finalmente a traffigere Zeus con la spada dell'Olimpo. Ma mentre Zeus sta per morire Atena arriva in suo soccorso e lo difende. Kratos riprova a colpire Zeus, ma Atena li fa da scudo umano e finisce per essere colpita mortalmente. Intanto, Zeus fugge via. Mentre Atena muore, spiega a Kratos perché Zeus voleva ucciderlo: per non essere ucciso dal figlio come Zeus ha fatto con Crono e come Crono ha fatto con Urano detto questo, la dea muore. Kratos, che ora ha il potere del tempo, prende il filo dei titani e ritorna nel momento in cui stanno per essere sconfitti dalla spada dell'Olimpo, e li porta tutti nel tempo reale dove si preparano ad uccidere Zeus. Nel finale si vede Kratos con la spada dell'Olimpo a cavallo di Gaia e tutti gli altri titani mentre si arrampicano sul monte Olimpo.

Personaggi principali e Citazioni

Kratos: lo spartano che riuscì a uccidere un Dio e prendere il suo posto nell'Olimpo. Cacciato dagli dei per il suo brutale passato, ora la sua mente è pervasa da una profonda sete di vendetta.

Atena: Dea della saggezza, aiuta Kratos in God of War ma ora fa parte del complotto contro lo spartano.

Gaia: madre della terra e dei titani. Aiuta Kratos nel suo intento di vendicarsi di Zeus, spiega accuratamente gli oggetti che man mano si otterranno nel viaggio. È la narratrice di God of War.

Zeus: re degli dei e padre di Kratos . È il maggior organizzatore della congiura iniziale.

Lachesi: la prima delle Parche che compare. Avverte Kratos che non riuscirà a cambiare il suo fato.

Atropo: la più vecchia e crudele delle Parche, è colei che farà sfidare Kratos col suo destino.

Cloto: la più "giovane" delle Parche che Kratos incontrerà. Incredibilmente obesa e munita di numerose braccia, crea da sola un intero livello, la Sala del Telaio (Loom Chamber in originale). Crea il filo di ogni mortale, Dio e titano. Kratos deve sconfiggere Cloto ed imparare come lavorare il filo per uccidere Zeus e cambiare il suo destino.

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